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	<title>Commenti a: Lo spunto di oggi &#8211; Viva l&#8217;Italia</title>
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		<title>Di: gigi marcarini</title>
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		<dc:creator>gigi marcarini</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 09 Apr 2008 09:35:06 +0000</pubDate>
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		<description>Si Si tante belle parole, però, solo per citare un esempio, quando è uscito &quot;La vita è bella&quot; non c&#039;è stato uno di questi &quot;addetti ai lavori&quot; che abbia avuto il coraggio di dire, in quel periodo di inspiegabile euforia, che è un film decisamente mediocre e tutti quei riconoscimenti che stava avendo erano assolutamente ingiustificati e ben oltre i meriti di quel film. Uno solo, pubblicamente, l&#039;ha fatto; un filosofo: Alfonso Berardinelli sulle pagine del Corriere della Sera (per chi volesse, si può ancora leggere il suo articolo sul sito nella sezione Archivio). Una critica non feroce, nè con toni esasperati o altro, ma secondo me giustissima. Ricordo che in quell&#039;anno, anche io nel mio piccolo commentavo criticamente quel film con i colleghi dell&#039;ufficio, gli amici...anche perchè lo mettevo in raffronto con &quot;Il mostro&quot;, il precedente film, notando da subito il declino di quest&#039;autore. Risultato: trattato come se fossi un lebbroso, emarginato, e additato come mero contestatore infarcito di pregiudizi (ancora quella psicosi collettiva non me la so spiegare). Quindi, siamo sicuri che è solo colpa della &quot;società&quot;? O non è più vero che la &quot;società&quot; siamo comunque noi, ognuno con un suo cervello e che forse la cosa che si è persa è semplicemente il coraggio di usarlo?
gigi</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Si Si tante belle parole, però, solo per citare un esempio, quando è uscito &#8220;La vita è bella&#8221; non c&#8217;è stato uno di questi &#8220;addetti ai lavori&#8221; che abbia avuto il coraggio di dire, in quel periodo di inspiegabile euforia, che è un film decisamente mediocre e tutti quei riconoscimenti che stava avendo erano assolutamente ingiustificati e ben oltre i meriti di quel film. Uno solo, pubblicamente, l&#8217;ha fatto; un filosofo: Alfonso Berardinelli sulle pagine del Corriere della Sera (per chi volesse, si può ancora leggere il suo articolo sul sito nella sezione Archivio). Una critica non feroce, nè con toni esasperati o altro, ma secondo me giustissima. Ricordo che in quell&#8217;anno, anche io nel mio piccolo commentavo criticamente quel film con i colleghi dell&#8217;ufficio, gli amici&#8230;anche perchè lo mettevo in raffronto con &#8220;Il mostro&#8221;, il precedente film, notando da subito il declino di quest&#8217;autore. Risultato: trattato come se fossi un lebbroso, emarginato, e additato come mero contestatore infarcito di pregiudizi (ancora quella psicosi collettiva non me la so spiegare). Quindi, siamo sicuri che è solo colpa della &#8220;società&#8221;? O non è più vero che la &#8220;società&#8221; siamo comunque noi, ognuno con un suo cervello e che forse la cosa che si è persa è semplicemente il coraggio di usarlo?<br />
gigi</p>
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