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	<title>Commenti a: Il libro di oggi &#8211; Due parole su &#8216;Prima di sparire&#8217; di Mauro Covacich</title>
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		<title>Di: elisabetta</title>
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		<dc:creator>elisabetta</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 18 Jul 2008 10:12:59 +0000</pubDate>
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		<description>Caro Gio,
aspettavo questo tuo post, anche se già sapevo (a larghe maglie) cosa avresti scritto del libro di Covacich. Volevo solo aggiungere la mia sull&#039;operazione letteraria che lui ha fatto, non tanto sui contenuti, che come sai, non ci possono lasciare indifferenti. Covacich ha in qualche modo raccontato che il romanzo puro, quello di fiction, quello totalmente partorito dalla fantasia del suo autore, non ha più molto da dire. Aggiungo io: stiamo raccontando da troppo sempre le stesse storie, e forse (quello che è peggio), sempre nello stesso modo. Dallo stesso punto di vista. Lui decide di mostrare la ferita, sua e degli altri. Sbatterla in faccia e continuare a ripetere: sanguina davvero. Come certo teatro di una volta o certa arte contemporanea, la body art (lo dice anche e sempre nelle sue interviste). Non è concettualmente un&#039;operazione da poco. In letteratura è forse una delle prime volte che viene così dichiaratamente definita. E, come è successo nelle reazioni che ha avuto, non ha riscosso i successi dei libri precedenti. Siamo disposti a riconscerci nella finzione e non nella realtà? Non lo so. Dal mio punto di vista di lettrice lo scarto c&#039;è. Andare fino in fondo, dice lui, è possibile. Dribblare l&#039;ipocrisia. Fare del male senza morire. Provare dolore senza soccombere. E&#039; possibile. Questo è il prezzo. Nella storia vera del libro. E nel libro nella vita vera.
ti abbraccio
Elisabetta</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Gio,<br />
aspettavo questo tuo post, anche se già sapevo (a larghe maglie) cosa avresti scritto del libro di Covacich. Volevo solo aggiungere la mia sull&#8217;operazione letteraria che lui ha fatto, non tanto sui contenuti, che come sai, non ci possono lasciare indifferenti. Covacich ha in qualche modo raccontato che il romanzo puro, quello di fiction, quello totalmente partorito dalla fantasia del suo autore, non ha più molto da dire. Aggiungo io: stiamo raccontando da troppo sempre le stesse storie, e forse (quello che è peggio), sempre nello stesso modo. Dallo stesso punto di vista. Lui decide di mostrare la ferita, sua e degli altri. Sbatterla in faccia e continuare a ripetere: sanguina davvero. Come certo teatro di una volta o certa arte contemporanea, la body art (lo dice anche e sempre nelle sue interviste). Non è concettualmente un&#8217;operazione da poco. In letteratura è forse una delle prime volte che viene così dichiaratamente definita. E, come è successo nelle reazioni che ha avuto, non ha riscosso i successi dei libri precedenti. Siamo disposti a riconscerci nella finzione e non nella realtà? Non lo so. Dal mio punto di vista di lettrice lo scarto c&#8217;è. Andare fino in fondo, dice lui, è possibile. Dribblare l&#8217;ipocrisia. Fare del male senza morire. Provare dolore senza soccombere. E&#8217; possibile. Questo è il prezzo. Nella storia vera del libro. E nel libro nella vita vera.<br />
ti abbraccio<br />
Elisabetta</p>
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