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	<title>Commenti a: Lo spunto di oggi &#8211; Il tempo che c&#8217;è</title>
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		<title>Di: gigi</title>
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		<dc:creator>gigi</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 17 Nov 2008 08:46:48 +0000</pubDate>
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		<description>mi viene in mente un mio compagno di quando frequentavo la scuola del Duomo come cantore della Cappella Musicale. A 19 anni diventa troppo presto papà. Si sposa e va a vivere a Busto Garolfo (!), paese di sua moglie. Dopo pochi mesi lo chiamo per sapere come va e tutto quello che sa dirmi è: &quot;mi manca il traffico di Milano!! Tutto quello che vorrei ora è di trovarmi imbottigliato nell&#039;ora di punta più devastante!!&quot;. Dopo un anno, mentre si recava, in un rigido inverno, a lavorare nella fabbrica di quel paese, in bici, ha mollato la bicicletta, la moglie e non è più tornato a casa..è tornato a Milano! Ora fa il pittore..
gigi</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>mi viene in mente un mio compagno di quando frequentavo la scuola del Duomo come cantore della Cappella Musicale. A 19 anni diventa troppo presto papà. Si sposa e va a vivere a Busto Garolfo (!), paese di sua moglie. Dopo pochi mesi lo chiamo per sapere come va e tutto quello che sa dirmi è: &#8220;mi manca il traffico di Milano!! Tutto quello che vorrei ora è di trovarmi imbottigliato nell&#8217;ora di punta più devastante!!&#8221;. Dopo un anno, mentre si recava, in un rigido inverno, a lavorare nella fabbrica di quel paese, in bici, ha mollato la bicicletta, la moglie e non è più tornato a casa..è tornato a Milano! Ora fa il pittore..<br />
gigi</p>
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		<title>Di: elena</title>
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		<dc:creator>elena</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 15 Nov 2008 09:54:15 +0000</pubDate>
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		<description>Io venivo dal mare, ero una ragazzina. Milano era quasi solo case, la mia casa, prima, era quasi solo cielo. Sentivo addosso la cappa del grigio, del cemento. Non c&#039;era il ritmico fruscio del risucchio, generato dalle onde che si inseguono una dopo l&#039;altra e cullano i tuoi sogni adolescenti.
Non trovo bella Milano, ma le sono grata. Il bello di Milano è nascosto, non invade l&#039;universo come il mare di Siracusa. Il bello di Milano bisogna coltivarlo dentro, nella penombra di S.Ambrogio, sul loggione della Scala, (dove portavo il mio bambino perché imparasse ad amare la musica), nel chiostro leggero di S.Maria delle Grazie, negli spazi del Castello. Ma quante volte sostiamo in S.Ambrogio? Quante volte passeggiamo al Castello? 
Il bello di Milano sono le opportumità che ti offre, gli stimoli che ne ricevi. Oggi è più difficile di una volta, ma credo che i milanesi debbano sforzarsi di recuperare in pieno la vivacità della mente e dell&#039;azione che ha reso grande questa città.
Se ci siamo dentro, anche noi dobbiamo dare una mano.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Io venivo dal mare, ero una ragazzina. Milano era quasi solo case, la mia casa, prima, era quasi solo cielo. Sentivo addosso la cappa del grigio, del cemento. Non c&#8217;era il ritmico fruscio del risucchio, generato dalle onde che si inseguono una dopo l&#8217;altra e cullano i tuoi sogni adolescenti.<br />
Non trovo bella Milano, ma le sono grata. Il bello di Milano è nascosto, non invade l&#8217;universo come il mare di Siracusa. Il bello di Milano bisogna coltivarlo dentro, nella penombra di S.Ambrogio, sul loggione della Scala, (dove portavo il mio bambino perché imparasse ad amare la musica), nel chiostro leggero di S.Maria delle Grazie, negli spazi del Castello. Ma quante volte sostiamo in S.Ambrogio? Quante volte passeggiamo al Castello?<br />
Il bello di Milano sono le opportumità che ti offre, gli stimoli che ne ricevi. Oggi è più difficile di una volta, ma credo che i milanesi debbano sforzarsi di recuperare in pieno la vivacità della mente e dell&#8217;azione che ha reso grande questa città.<br />
Se ci siamo dentro, anche noi dobbiamo dare una mano.</p>
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		<title>Di: giovanni</title>
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		<dc:creator>giovanni</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 15 Nov 2008 06:39:06 +0000</pubDate>
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		<description>cara Anna, grazie per essere passata di qui. Che bello il tuo rapporto così stretto con la tua memoria! Familiare a Milano, sentimentale a Torino. Dove sei nata e dove hai amato. Per me figurati che questo luogo è sempre Milano. Mentre tu sei grata alla città perché ci hai vissuto cose importanti, io sento di averle vissute grazie alle persone e nonostante ci fosse Milano intorno. Punti di vista, hai ragione. Ma mi dispiace se ti addolora sentirne parlare male. Se può servire, come sai, adoro Genova, e soprattutto i milanesi che mi guardano strabuzzando gli occhi: &quot;Ma con il traffico che c&#039;è là!&quot;  Geniali.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>cara Anna, grazie per essere passata di qui. Che bello il tuo rapporto così stretto con la tua memoria! Familiare a Milano, sentimentale a Torino. Dove sei nata e dove hai amato. Per me figurati che questo luogo è sempre Milano. Mentre tu sei grata alla città perché ci hai vissuto cose importanti, io sento di averle vissute grazie alle persone e nonostante ci fosse Milano intorno. Punti di vista, hai ragione. Ma mi dispiace se ti addolora sentirne parlare male. Se può servire, come sai, adoro Genova, e soprattutto i milanesi che mi guardano strabuzzando gli occhi: &#8220;Ma con il traffico che c&#8217;è là!&#8221;  Geniali.</p>
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		<title>Di: Anna</title>
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		<dc:creator>Anna</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 14 Nov 2008 23:08:44 +0000</pubDate>
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		<description>Milano è grigia, triste, cupa. Abbruttita, forse abbruttente.
Eppure non riesco a volerle male, e mi fa male sentire parole di dispregio verso di lei.

Ho molto amato Torino, per ragioni sentimentali, ma anche perché ha saputo affascinarmi.
Sarà stata la presenza del Po e delle Dore, del Parco del Valentino o della Mole, il Museo del Cinema o via Po, la corona di montagne sempre presente all&#039;orizzonte, il castello di Rivoli e la collina di Superga. E ogni volta che mi accorgevo di passeggiare incantata sotto i portici o lungo i fiumi, mi sembrava di tradire Milano, innamorandomi di un&#039;altra città.

Milano sommerge il bello, rende tutto più difficile, appesantisce la vita, la tramuta in uno sforzo che talvolta sembra senza senso. A volte mi sono sentita paradossalmente più leggere a Sarajevo che a Milano, sebbene in taluni luoghi ciò che vedevo potesse essere anche più desolato e desolante.

Forse, però, a Milano sento prepotente la necessità di cambiare ogni volta punto di vista, come dici tu nel tuo scritto. E sforzandomi di farlo, ho visto come questa città sia diversa a seconda di come la guardo, e possa talvolta essere perfino migliore.

Dall&#039;interno di un&#039;auto in coda al semaforo sotto la pioggia può essere terribile, questo è certo.

Epperò... Da via Maestri Campionesi la sera si vede la Madonnina illuminata, l&#039;ho scoperto l&#039;altra settimana tornando dagli allenamenti in bici. 
Da casa dei miei si vede la farmacia dove la mia nonna portava il vischio a Natale per ringraziare la dottoressa che era sempre gentile, e si scorge il chiosco dei fiori del signor Giovannino, che ha visto crescere mia madre, me, mia sorella, e chissà se vedrà anche la mia nipotina quasi arrivata. 

Ci fermiamo troppo poco a guardare, pensando di aver già visto tutto quel che c&#039;è da vedere.
E, invece, a ogni angolo, a ogni portone, a ogni incrocio... c&#039;è qualcosa o qualcuno che vale la pena di essere ammirato.

Tu sai guardare e raccontare quel che vedi, riesci a rendere bello e interessante ciò che ti accade intorno.  In coda alla posta o a un semaforo, sulle sponde di un fiume o davanti a un caffè.
Questo è un potere grande e ogni volta che leggo un tuo racconto te lo invidio.
A.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Milano è grigia, triste, cupa. Abbruttita, forse abbruttente.<br />
Eppure non riesco a volerle male, e mi fa male sentire parole di dispregio verso di lei.</p>
<p>Ho molto amato Torino, per ragioni sentimentali, ma anche perché ha saputo affascinarmi.<br />
Sarà stata la presenza del Po e delle Dore, del Parco del Valentino o della Mole, il Museo del Cinema o via Po, la corona di montagne sempre presente all&#8217;orizzonte, il castello di Rivoli e la collina di Superga. E ogni volta che mi accorgevo di passeggiare incantata sotto i portici o lungo i fiumi, mi sembrava di tradire Milano, innamorandomi di un&#8217;altra città.</p>
<p>Milano sommerge il bello, rende tutto più difficile, appesantisce la vita, la tramuta in uno sforzo che talvolta sembra senza senso. A volte mi sono sentita paradossalmente più leggere a Sarajevo che a Milano, sebbene in taluni luoghi ciò che vedevo potesse essere anche più desolato e desolante.</p>
<p>Forse, però, a Milano sento prepotente la necessità di cambiare ogni volta punto di vista, come dici tu nel tuo scritto. E sforzandomi di farlo, ho visto come questa città sia diversa a seconda di come la guardo, e possa talvolta essere perfino migliore.</p>
<p>Dall&#8217;interno di un&#8217;auto in coda al semaforo sotto la pioggia può essere terribile, questo è certo.</p>
<p>Epperò&#8230; Da via Maestri Campionesi la sera si vede la Madonnina illuminata, l&#8217;ho scoperto l&#8217;altra settimana tornando dagli allenamenti in bici.<br />
Da casa dei miei si vede la farmacia dove la mia nonna portava il vischio a Natale per ringraziare la dottoressa che era sempre gentile, e si scorge il chiosco dei fiori del signor Giovannino, che ha visto crescere mia madre, me, mia sorella, e chissà se vedrà anche la mia nipotina quasi arrivata. </p>
<p>Ci fermiamo troppo poco a guardare, pensando di aver già visto tutto quel che c&#8217;è da vedere.<br />
E, invece, a ogni angolo, a ogni portone, a ogni incrocio&#8230; c&#8217;è qualcosa o qualcuno che vale la pena di essere ammirato.</p>
<p>Tu sai guardare e raccontare quel che vedi, riesci a rendere bello e interessante ciò che ti accade intorno.  In coda alla posta o a un semaforo, sulle sponde di un fiume o davanti a un caffè.<br />
Questo è un potere grande e ogni volta che leggo un tuo racconto te lo invidio.<br />
A.</p>
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