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	<title>Commenti a: Radiografie &#8211; Intervista col vampiro, di Neil Jordan</title>
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		<title>Di: Serena</title>
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		<dc:creator>Serena</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Mar 2009 08:53:24 +0000</pubDate>
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		<description>Non c&#039;è fine alla meraviglia di conoscere cosa vedono gli altri perchè è la nostra possibilità di guardare oltre i nostri limiti, enormi limiti, sconosciuti limiti quanto sconosciuta ci è la vita, a partire da noi stessi. 
Grazie Giovanni per questa tua intensa riflessione.
 
Cosa significa per me questo film? Il mistero e la sofferenza di noi tutti. Per me significa la sofferenza di vivere in un un mondo che non so cosa sia, in un corpo che non so cosa sia, a fare cose per sopravvivere (vedi lavorare, studiare, parlare, alzarsi la mattina..) delle quali non capisco la motivazione perchè so, come noi tutti sappiamo, di morire un giorno, che ci piaccia o no. 
Ci troviamo tutti qui, catapultati in una dimensione che non comprendiamo, con un istinto alla sopravvivenza inculcato nel dna. Corri corri corri ma non si sa verso dove nè perchè. 

Louis cosa è se non un essere che trova insopportabile la vita perchè non sa darle una risposta? Diventa vampiro per CERCARE, diventa vampiro per trovare una risposta ai suoi tormenti, per risolvere l&#039;inutilità di questo nostro vagare, così come noi tentiamo durante la nostra esistenza di esplorare varie vie, pur di comprendere. 
Lestat è tormentato quanto Louis, solo che non riuscendo a trovare risposte si è inserito meglio che ha potuto dentro quella scelta che per lui non è stata scelta.
 Fin dall&#039;inizio del film ripete questa frase, non ha potuto scegliere, si è trovato ad essere vampiro, come noi ci siamo trovati ad essere uomini, senza averlo scelto.
C&#039;è chi non pensa tanto...si prende quel che può, vive come può. Chi invece si fa tante domande alle quali in realtà sappiamo bene che non possiamo dare una risposta.
Se ce la diamo è per non sentire tanto male.

I piaceri non hanno sapore perchè non sono altro che la manifestazione di questa illusione dentro la quale siamo immersi, non possiamo vedere oltre i limiti del nostro corpo fatto di materia, oltre i limiti della nostra mente che è ostacolata dalla materia della quale è composta. Come se fossimo dei ciechi che tentano di immaginare cosa ci sia oltre il velo nero che chiude i  loro occhi.  
I piaceri hanno il sapore di una temibile consolazione dotata della capacità di attaccarci ancora di più a ciò che ci ha tormentato.
Ricordi la scena di Louis in una notte di pioggia alla ricerca dei topi? Provava un certo piacere nel sentire il loro caldo sangue scorrergli nelle vene. Quando non hai la speranza di trovare la felicità ultima ti aggrappi ad una breve felicità, ad un breve piacere perchè è troppa la sofferenza del sopportare. Louis si lascia guidare dall&#039;istinto dell&#039;illusione e si nutre coi topi. Ma poi si sente ancora più disperato, invischiato da questo tutto e questo niente che non conosce.
Quali sono le domande che attanagliano Louis? Chi ti ha creato (rivolgendosi a Lestat)? Qual&#039;è l&#039;origine di tutto questo male?
Le sue domande sono le nostre.

Ancora grazie per la tua riflessione.
                Serena</description>
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Grazie Giovanni per questa tua intensa riflessione.</p>
<p>Cosa significa per me questo film? Il mistero e la sofferenza di noi tutti. Per me significa la sofferenza di vivere in un un mondo che non so cosa sia, in un corpo che non so cosa sia, a fare cose per sopravvivere (vedi lavorare, studiare, parlare, alzarsi la mattina..) delle quali non capisco la motivazione perchè so, come noi tutti sappiamo, di morire un giorno, che ci piaccia o no.<br />
Ci troviamo tutti qui, catapultati in una dimensione che non comprendiamo, con un istinto alla sopravvivenza inculcato nel dna. Corri corri corri ma non si sa verso dove nè perchè. </p>
<p>Louis cosa è se non un essere che trova insopportabile la vita perchè non sa darle una risposta? Diventa vampiro per CERCARE, diventa vampiro per trovare una risposta ai suoi tormenti, per risolvere l&#8217;inutilità di questo nostro vagare, così come noi tentiamo durante la nostra esistenza di esplorare varie vie, pur di comprendere.<br />
Lestat è tormentato quanto Louis, solo che non riuscendo a trovare risposte si è inserito meglio che ha potuto dentro quella scelta che per lui non è stata scelta.<br />
 Fin dall&#8217;inizio del film ripete questa frase, non ha potuto scegliere, si è trovato ad essere vampiro, come noi ci siamo trovati ad essere uomini, senza averlo scelto.<br />
C&#8217;è chi non pensa tanto&#8230;si prende quel che può, vive come può. Chi invece si fa tante domande alle quali in realtà sappiamo bene che non possiamo dare una risposta.<br />
Se ce la diamo è per non sentire tanto male.</p>
<p>I piaceri non hanno sapore perchè non sono altro che la manifestazione di questa illusione dentro la quale siamo immersi, non possiamo vedere oltre i limiti del nostro corpo fatto di materia, oltre i limiti della nostra mente che è ostacolata dalla materia della quale è composta. Come se fossimo dei ciechi che tentano di immaginare cosa ci sia oltre il velo nero che chiude i  loro occhi.<br />
I piaceri hanno il sapore di una temibile consolazione dotata della capacità di attaccarci ancora di più a ciò che ci ha tormentato.<br />
Ricordi la scena di Louis in una notte di pioggia alla ricerca dei topi? Provava un certo piacere nel sentire il loro caldo sangue scorrergli nelle vene. Quando non hai la speranza di trovare la felicità ultima ti aggrappi ad una breve felicità, ad un breve piacere perchè è troppa la sofferenza del sopportare. Louis si lascia guidare dall&#8217;istinto dell&#8217;illusione e si nutre coi topi. Ma poi si sente ancora più disperato, invischiato da questo tutto e questo niente che non conosce.<br />
Quali sono le domande che attanagliano Louis? Chi ti ha creato (rivolgendosi a Lestat)? Qual&#8217;è l&#8217;origine di tutto questo male?<br />
Le sue domande sono le nostre.</p>
<p>Ancora grazie per la tua riflessione.<br />
                Serena</p>
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