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	<title>Commenti a: Lo spunto di oggi &#8211; Mostri in mostra</title>
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		<title>Di: Elena</title>
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		<dc:creator>Elena</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Mar 2009 12:12:35 +0000</pubDate>
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		<description>Vedere il mondo  con gli occhi del mostro? Credo sia impossibile, ma non perché è “il mostro”, semplicemente perché è un’altra persona. E’ difficile, credo impossibile, vedere il mondo con gli occhi di un’altra persona. Possiamo essere vicini, simili, gemelli, ma non siamo uguali. Possiamo fare supposizioni, immaginare, ma saremo sempre condizionati dal nostro modo di vedere le cose, che non è lo stesso modo del mostro, né è lo stesso modo di vedere le cose che hanno gli “altri” da noi. Non so se vale la pena cercare di mettersi al suo posto, però ci provo, naturalmente guardando con i miei occhi, e quindi credo sbagliando. Il “mostro” ha fatto un primo errore, dovuto ad una psiche e ad una sessualità malata. Poi ha dovuto nasconderne le conseguenze, perché tra la sua realtà vera e la sua apparenza di persona per bene c’era un divario insuperabile. Poi ha continuato così, trovando un modus vivendi nel dualismo che si era creato in lui. Se è vero che è crollato, è crollato perché non aveva più da difendere una doppia vita, quella apparente e quella vera. Ormai tutto era confluito nella vita apparente, meglio recuperare l’unità della persona, meglio tornare ad essere uno, pur col peso dell’ammissione delle sue colpe, tutte, anche quelle che avrebbe potuto continuare a negare. Forse varrebbe la pena di riflettere a quante volte tutti siamo due, o anche più di due, e quanto guadagneremmo in dignità se ad ogni errore recuperassimo la nostra unità ammettendolo, confessandolo, dicendo agli altri e a noi stessi che siamo questo insieme, di bene e di male.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Vedere il mondo  con gli occhi del mostro? Credo sia impossibile, ma non perché è “il mostro”, semplicemente perché è un’altra persona. E’ difficile, credo impossibile, vedere il mondo con gli occhi di un’altra persona. Possiamo essere vicini, simili, gemelli, ma non siamo uguali. Possiamo fare supposizioni, immaginare, ma saremo sempre condizionati dal nostro modo di vedere le cose, che non è lo stesso modo del mostro, né è lo stesso modo di vedere le cose che hanno gli “altri” da noi. Non so se vale la pena cercare di mettersi al suo posto, però ci provo, naturalmente guardando con i miei occhi, e quindi credo sbagliando. Il “mostro” ha fatto un primo errore, dovuto ad una psiche e ad una sessualità malata. Poi ha dovuto nasconderne le conseguenze, perché tra la sua realtà vera e la sua apparenza di persona per bene c’era un divario insuperabile. Poi ha continuato così, trovando un modus vivendi nel dualismo che si era creato in lui. Se è vero che è crollato, è crollato perché non aveva più da difendere una doppia vita, quella apparente e quella vera. Ormai tutto era confluito nella vita apparente, meglio recuperare l’unità della persona, meglio tornare ad essere uno, pur col peso dell’ammissione delle sue colpe, tutte, anche quelle che avrebbe potuto continuare a negare. Forse varrebbe la pena di riflettere a quante volte tutti siamo due, o anche più di due, e quanto guadagneremmo in dignità se ad ogni errore recuperassimo la nostra unità ammettendolo, confessandolo, dicendo agli altri e a noi stessi che siamo questo insieme, di bene e di male.</p>
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