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	<title>Commenti a: Radiografie &#8211; J. Edgar, di Clint Eastwood</title>
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		<title>Di: SimoneManganello</title>
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		<dc:creator>SimoneManganello</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 21 Jan 2012 10:51:44 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[La ringrazio e spero di rivederla presto a lezione, buon lavoro anche a lei.

Saluti]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>La ringrazio e spero di rivederla presto a lezione, buon lavoro anche a lei.</p>
<p>Saluti</p>
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		<title>Di: giovanni</title>
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		<dc:creator>giovanni</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 21 Jan 2012 07:50:52 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Complimenti Simone. Mi hai aiutato a vedere anche un&#039;altra luce. La ferita attorno alla quale un film si regge è sempre tale per il nostro sguardo. Per questo la ferita che vediamo ci dice qualcosa del film e qualcosa dei nostri occhi. Sono molto felice per la tua lettura di Edgar. Buon lavoro e buona continuazione d&#039;anno.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Complimenti Simone. Mi hai aiutato a vedere anche un&#8217;altra luce. La ferita attorno alla quale un film si regge è sempre tale per il nostro sguardo. Per questo la ferita che vediamo ci dice qualcosa del film e qualcosa dei nostri occhi. Sono molto felice per la tua lettura di Edgar. Buon lavoro e buona continuazione d&#8217;anno.</p>
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		<title>Di: SimoneManganello</title>
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		<dc:creator>SimoneManganello</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 21 Jan 2012 01:26:02 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Buonasera, sono uno studente al primo anno della civica di milano e non le nascondo che appena terminata la visione di J. Edgar avrei voluto immediatamente sapere quale fosse il suo parere a riguardo. Peraltro la mia stessa visione si è accompagnata ad un&#039;analisi quanto più possibile vicina a quelle dei film che ci ha proposto in classe e credo di essere giunto a due conclusioni: nel film vedo presente sì una notevole ferita di vergogna, ma anche un&#039;altra altrettanto personale (e pervasiva in termini narrativi) di invasione. In principio è l&#039;invasione dell&#039;America da parte dei &quot;radicali&quot;, l&#039;invasione di Edgar nei loro covi e nelle vite dei cittadini americani, la sistematica invasione delle istituzioni nelle attività della agenzia diretta da Edgar e non da ultime naturalmente le invasioni compiute da Clyde (un&#039;invasione che avrà i suoi risvolti positivi indubbiamente) e soprattutto dalla madre, instancabile e asfissiante presenza nella vita e nelle scelte umane e sessuali di Edgar. In un certo senso anche la rivelazione finale di Clyde mi pare una sorta di invasione: egli dimostra non solo che le menzogne di Edgar sono state funzionali a ridurre il suo senso di inadeguatezza rispetto all&#039;opinione pubblica, ma che egli può nascondere qualsiasi cosa a chiunque tranne che a lui. Detto in altri termini Clyde è del tutto consapevole della sua facoltà di penetrare le barriere che lo dividono dalle autentiche emozioni di Edgar, per quanto non potrebbe mai utilizzare mai tale facoltà a suo danno. 
Le mie sono ovviamente solo congetture, spero di non aver male interpretato il film o addirittura il metodo di analisi. 

Saluti
Simone Manganello]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Buonasera, sono uno studente al primo anno della civica di milano e non le nascondo che appena terminata la visione di J. Edgar avrei voluto immediatamente sapere quale fosse il suo parere a riguardo. Peraltro la mia stessa visione si è accompagnata ad un&#8217;analisi quanto più possibile vicina a quelle dei film che ci ha proposto in classe e credo di essere giunto a due conclusioni: nel film vedo presente sì una notevole ferita di vergogna, ma anche un&#8217;altra altrettanto personale (e pervasiva in termini narrativi) di invasione. In principio è l&#8217;invasione dell&#8217;America da parte dei &#8220;radicali&#8221;, l&#8217;invasione di Edgar nei loro covi e nelle vite dei cittadini americani, la sistematica invasione delle istituzioni nelle attività della agenzia diretta da Edgar e non da ultime naturalmente le invasioni compiute da Clyde (un&#8217;invasione che avrà i suoi risvolti positivi indubbiamente) e soprattutto dalla madre, instancabile e asfissiante presenza nella vita e nelle scelte umane e sessuali di Edgar. In un certo senso anche la rivelazione finale di Clyde mi pare una sorta di invasione: egli dimostra non solo che le menzogne di Edgar sono state funzionali a ridurre il suo senso di inadeguatezza rispetto all&#8217;opinione pubblica, ma che egli può nascondere qualsiasi cosa a chiunque tranne che a lui. Detto in altri termini Clyde è del tutto consapevole della sua facoltà di penetrare le barriere che lo dividono dalle autentiche emozioni di Edgar, per quanto non potrebbe mai utilizzare mai tale facoltà a suo danno.<br />
Le mie sono ovviamente solo congetture, spero di non aver male interpretato il film o addirittura il metodo di analisi. </p>
<p>Saluti<br />
Simone Manganello</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: gigi</title>
		<link>http://www.giovannicovini.it/2012/01/12/radiografie-j-edgar-di-clint-eastwood/comment-page-1/#comment-32796</link>
		<dc:creator>gigi</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 14 Jan 2012 20:19:14 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Quando una quindicina d&#039;anni fa andavo dicendo che Clint Eastwood sarebbe diventato un Maestro del cinema, mi davano del matto (tutti ancora con in testa - giustamente - l&#039;immagine del cowboy o di callaghan...). Ma il suo amore per il cinema te lo trasmetteva già nel suo primo film (da autore vero) &quot;Gli spietati&quot;. Poi è stato tutto un crescendo. Veramente uno che ama e rispetta profondamente il suo lavoro e te lo vuole dire ogni volta che gira.

gigi]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Quando una quindicina d&#8217;anni fa andavo dicendo che Clint Eastwood sarebbe diventato un Maestro del cinema, mi davano del matto (tutti ancora con in testa &#8211; giustamente &#8211; l&#8217;immagine del cowboy o di callaghan&#8230;). Ma il suo amore per il cinema te lo trasmetteva già nel suo primo film (da autore vero) &#8220;Gli spietati&#8221;. Poi è stato tutto un crescendo. Veramente uno che ama e rispetta profondamente il suo lavoro e te lo vuole dire ogni volta che gira.</p>
<p>gigi</p>
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